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Premio Reda - Intervista 2026

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Premio Reda - Intervista 2026

Il Premio REDA valorizza persone e realtà che hanno saputo lasciare un segno nel tempo. Quanto è importante, oggi, riconoscere pubblicamente chi sceglie di prendersi cura del territorio, diventando un esempio per gli altri?

Riconoscere pubblicamente chi si prende cura del territorio significa dare valore a un impegno che spesso nasce dal senso di responsabilità e dalla passione, più che dalla ricerca di visibilità. Attraverso il Premio REDA vogliamo raccontare queste esperienze e trasformarle in esempi positivi per tutta la comunità. Ogni progetto premiato dimostra che la cura di un luogo non è un gesto isolato, ma un investimento sul futuro, capace di ispirare altre persone a fare la propria parte.

Spesso si pensa che la tutela del paesaggio sia un compito delle istituzioni, mentre la bellezza è un patrimonio e una responsabilità condivisa. Quanto conta il contributo quotidiano di cittadini, associazioni e imprese nel costruire un territorio più bello? E quanto ritiene importante creare reti di collaborazione per valorizzarlo?

La bellezza di un territorio è il risultato di tante responsabilità condivise. Le istituzioni svolgono un ruolo fondamentale, ma il contributo quotidiano di cittadini, associazioni e imprese è ciò che rende viva questa attenzione nel tempo. È proprio dalla collaborazione tra realtà diverse che nascono i progetti più significativi: quando competenze, energie e visioni si uniscono, il territorio diventa più forte e più capace di valorizzare il proprio patrimonio. Fare rete significa moltiplicare l'impatto positivo delle singole iniziative.

Il Premio REDA per la bellezza valorizza percorsi costruiti nel tempo, fatti di impegno costante. Ritiene che oggi le piccole azioni quotidiane abbiano ancora la forza di trasformare un territorio?

Assolutamente sì. I grandi cambiamenti sono quasi sempre il risultato di tanti piccoli gesti ripetuti con continuità. Curare uno spazio, recuperare un edificio, preservare un giardino, valorizzare un sentiero o semplicemente avere attenzione per ciò che ci circonda contribuisce, giorno dopo giorno, a migliorare la qualità del territorio. Il Premio REDA nasce proprio per dare visibilità a questi percorsi, ricordando che la bellezza non si costruisce in un giorno, ma attraverso un impegno costante.

In che modo la cura della bellezza contribuisce a rafforzare l'identità di una comunità e il senso di appartenenza delle persone che la vivono?

La bellezza crea legami. Quando un territorio è curato e valorizzato, le persone si riconoscono maggiormente nei luoghi in cui vivono e sviluppano un senso di appartenenza più forte. Questo favorisce il rispetto degli spazi comuni, stimola la partecipazione e rafforza l'identità collettiva. Una comunità che si prende cura della propria bellezza è una comunità che investe nelle relazioni e nel proprio futuro.

Come possiamo trasmettere ai giovani il desiderio di prendersi cura del territorio e far comprendere che la bellezza è un patrimonio da custodire e non qualcosa da dare per scontato?

Credo che il modo migliore sia coinvolgerli direttamente, rendendoli protagonisti di esperienze concrete. La sensibilità verso il territorio nasce quando si comprende il valore dei luoghi attraverso la conoscenza, la partecipazione e l'esempio. Raccontare storie positive, valorizzare chi si impegna e offrire occasioni per contribuire in prima persona aiuta i giovani a sviluppare un rapporto più consapevole con il patrimonio che li circonda. La bellezza non è un'eredità garantita: è un bene che va custodito ogni giorno.

Esistono interventi che non cambiano soltanto l'aspetto di un luogo, ma anche le relazioni tra le persone che lo vivono. Secondo lei, quale forma di bellezza lascia il segno più profondo: quella che si vede o quella che crea comunità?

Le due dimensioni sono strettamente collegate, ma quella che crea comunità è probabilmente la più duratura. Un luogo recuperato o valorizzato diventa davvero bello quando riesce a favorire l'incontro, il dialogo e la partecipazione delle persone. La bellezza più autentica non è solo ciò che osserviamo, ma ciò che genera: relazioni, senso civico, condivisione e responsabilità verso il bene comune.

Negli anni il Premio REDA per la Bellezza ha raccontato storie di persone che hanno dedicato tempo, passione e competenze al territorio. Quale messaggio spera possa arrivare a chi legge queste storie e, magari, sta pensando di impegnarsi in prima persona?

Mi auguro che queste storie facciano comprendere che ognuno può contribuire a migliorare il territorio, indipendentemente dalla dimensione del proprio intervento. Non servono gesti straordinari: servono costanza, responsabilità e la volontà di prendersi cura di ciò che appartiene a tutti. Se il Premio Reda riuscirà a stimolare anche una sola nuova iniziativa o a ispirare qualcuno a mettersi in gioco, avrà raggiunto uno dei suoi obiettivi più importanti.